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Territorio

Il Distretto del Commercio Cellina Meduna

Il territorio del Distretto del Cellina-Meduna copre un’area geograficamente estesa e variegata, prende il nome dai due fiumi che sorgono nella zona dolomitica friulana, in cui il Distretto insiste.

Molteplici e svariati sono gli elementi che uniscono i territori di quest’area, in legami incrociati e solidi.

L’area montana si fregia della sede del parco naturale delle Dolomiti friulane – patrimonio naturale tutelato dall’Unesco – che abbraccia Andreis, Cimolais, Claut e Erto e Casso e poi Frisanco e Tramonti di Sopra.  È la natura la vera protagonista anche delle zone limitrofe, come il piccolo ma suggestivo territorio di Tramonti di Sotto, con i suoi torrenti, i boschi e le montagne che si specchiano nei laghetti artificiali. Interessante l’esistenza di cavità naturali legate al fenomeno del carsismo, tra le quali le Grotte del Campone. Nell’adiacente val Meduna, proprio all’imbocco si trova poi Meduno, piccolo comune costituito da vari borghi con un’altezza media di 550 metri. La zona è rinomata per le attività all’aria aperta come l’escursionismo e il ciclismo, oltre che il volo con il deltaplano e il parapendio.

Collegata al Parco è la vicina Riserva Naturale Forra del Cellina, spettacolare incisione del torrente Cellina fra Barcis, Andreis e Montereale Valcellina. In Val Colvera, Poffabro, nel comune di Frisanco è entrato nella prestigiosa classifica dei Borghi più belli d’Italia, che diventa presepe tra i presepi nel periodo natalizio, ospitando ogni anno nei balconi e davanzali del borgo presepi manufatti del luogo ma anche provenienti da ogni parte d’Italia. Sul lago di Barcis o in Val Tramontina, si pratica la vela e windsurf, mentre nei torrenti è diffuso l’utilizzo della canoa e del kayak.

Degno di nota è il centro di Vajont, ricostruito in toto, dopo che nel 1963, il monte Toc sprofondò nel bacino idroelettrico e l’onda sollevata inghiottì il paese originario, insieme a Erto e Casso. 

Luogo ideale per sportivi, escursionisti e turisti, la valle offre una ricca serie di itinerari a contatto con la natura e consente agli appassionati di praticare diverse attività, l’intera aera del Distretto offre quindi una serie di attrazioni turistiche con vari itinerari che promuovono e valorizzano gli aspetti naturalistici del territorio.

Sequals, invece, è nato ed è sepolto il pugile Primo Carnera, il popolare “gigante buono”, campione del mondo dei pesi massimi nel 1933.

Il territorio di Arba, insieme a Vivaro, Montereale Valcellina e altri, si trova nell’area dei Magredi, “Magredo”, cioè “terra magra”, è un territorio unico, originato dai depositi ghiaiosi del Cellina e Meduna, arido e povero d’acqua per la presenza dei sassi, che offre un paesaggio simile alle steppe continentali dell’Europa orientale.

Dal punto di vista storico-culturale, si può citare Arba, che deve il suo nome al verde della sua intensa vegetazione, paese di antica origine, probabilmente risalente attorno al 1.100, grazie ai ritrovamenti di tumuli funerari, che fanno pensare ad una popolazione celtica insediatasi nella zona.

Montereale Valcellina è una delle più importanti località di interesse storico ed archeologico del Friuli Venezia Giulia. La frequenza dei ritrovamenti e la consistenza dei reperti fanno supporre a insediamenti dell’età del bronzo. Da non perdere è la Centrale idroelettrica A. Pitter di Malnisio, dismessa nel 1988, recentemente restaurata, è oggi considerata uno dei migliori esempi di ingegneria idraulica e importante testimonianza di archeologia industriale. Progettata dagli ing. pordenonesi Salice e Zenari, entrata in funzione nel 1905, illuminò per prima Piazza S. Marco a Venezia. La centrale era alimentata dalle acque del torrente Cellina, raccolte con la diga di Barcis e convogliate lungo la forra della Valcellina, con laboriose opere idrauliche che comprendono gallerie, ponti-canale e canali intagliati nella roccia. Su queste condotte, venne realizzata la carrozzabile che pose termine all’isolamento delle genti di Andreis, Barcis, Claut, Cimolais e Erto.

Un’aurea più spirituale ha la zona di Fanna, infatti il nome di Fanna significa “luogo sacro”, forse per la presenza di un’antica abbazia benedettina dipendente da Pomposa, edificata prima dell’anno Mille.

Cavasso Nuovo, il cui nome Cavasso deriva dalla parola càvàs (cava di pietra) è, come tutto il Friuli, un paese segnato da secolari migrazioni, degno di nota è il museo dell’emigrazione, interamente dedicato al lavoro e all’emigrazione ed è unico nel suo genere in Friuli. É territorio di coltivazione della cipolla rosa, dolce e scarsamente piccante, che viene coltivata nella zona pedemontana del Friuli occidentale, e in particolare tra i torrenti Meduna e Cosa. La cipolla di Cavasso e della Val Cosa è Presidio Slow Food del Friuli Venezia Giulia.

La strategica posizione di Maniago lungo la pedemontana del Friuli Occidentale ha sempre permesso alla cittadina di svolgere un ruolo importante nel contesto viario che conduceva dalla pianura ai passi montani, attraverso le valli del Cellina, del Colvera e del Meduna. Il toponimo “Maniago”, di origine latina, ma con suffisso celtico –aco, forse “terra di Manilius”, testimonia la presenza dei Celti sul territorio. Ma le fortune di Maniago si devono all’abilità dei fabbri che fin dal Medioevo fornivano armi alle truppe della Serenissima. Maniago resta indiscussa capitale del coltello e degli accessori per la cucina.

Scopri le quattro aree principali del Distretto